Pensare in anticipo alla salute riproduttiva: perché quello che si fa a vent'anni è cruciale per la fertilità futura
- Eleonora Voltolina

- 1 giorno fa
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Nato durante la pandemia da un impulso venuto alle cinque di mattina a Zoya Ali, che all'epoca aveva appena 23 anni, il profilo Instagram Uteropedia è diventato una piattaforma importante per l'educazione alla salute. Ali è oggi la forza propulsiva dietro a una community che conta quasi 100mila follower, dedicata a scardinare i tabù sulla salute femminile e a rendere la scienza della riproduzione accessibile a tutti.
Adesso che va per i trenta, Zoya Ali nota una netta spaccatura tra i suoi coetanei: c'è chi inizia a pianificare una famiglia e chi invece preferisce viaggiare, concentrarsi sulla carriera o la vita di coppia, o non ha ancora le idee chiare sul futuro. Il suo consiglio per tutti è identico: smettetela di nascondere la testa sotto la sabbia.
Eleonora Voltolina, giornalista e fondatrice di The Why Wait Agenda, ha incontrato Zoya Ali a Parigi durante l'evento ESHRE 2025, per registrare una puntata speciale del podcast. Con l'avvicinarsi di ESHRE 2026 a Londra (5-8 luglio), pubblichiamo oggi questa e le altre interviste raccolte in Francia.
«Mi sono accorta che mie amiche si facevano domande semplici sul corpo, sul ciclo, sulla contraccezione», racconta Ali, «e che io avevo le risposte solo perché avevo passato anni a studiare la salute riproduttiva. Ma se avessi scelto di fare economia o discipline artistiche, sarei stata completamente all'oscuro anche io».
Non fare lo struzzo: mantieni aperte le tue opzioni
Molti giovani non sanno che oggi, nel Regno Unito così come nel resto del mondo, una coppia su sei si scontra con problemi di infertilità. Un'infezione sessualmente trasmissibile (STI) trascurata a vent'anni, del resto, può causare l'ostruzione delle tube di Falloppio e compromettere la fertilità a decenni di distanza. E le ricerche parlano chiaro: abitudini come il fumo, lo svapo e l'alcol danneggiano la fertilità in modo diretto, riducendo la riserva ovarica e alterando l'equilibrio di ormoni essenziali.

«Il corpo ricorda tutto. Tu domani ti dimenticherai di quello che fai oggi... ma lui no», avverte Ali. Che si tratti di una consulenza preconcezionale o di valutare la possibilità di congelare i gameti, cioè ovociti e sperma – una pratica che nel Regno Unito ha registrato un incremento record del 400% – fare un controllo precoce significa riprendere nelle proprie mani il potere di scegliere, prima che sia troppo tardi.
Abbattere il pregiudizio di genere nel campo della fertilità
Per troppo tempo il dibattito sulla fertilità e sul cosiddetto fertility gap si è concentrato quasi esclusivamente sulle donne, lasciando che il peso dell'orologio biologico gravasse interamente sulle loro spalle. Ma Zoya Ali, che ha lavorato anche come editor per il Journal Club dell'ESHRE, è determinata a coinvolgere anche i giovani uomini in questo percorso.
«Spesso si ripete alle donne che per loro il tempo sta scadendo, ma nessuno parla mai agli uomini», spiega Zoya Ali. Eppure l'interesse da parte del mondo maschile è in forte crescita: sono sempre di più gli uomini che la contattano per capire come valutare la salute dello sperma o i livelli di testosterone. A questo proposito, Ali cita uno studio scientifico sorprendente: gli uomini con uno sperma di qualità superiore vivono, in media, tre anni in più rispetto a chi ha parametri peggiori. La salute riproduttiva insomma non è solo una questione femminile, ma un tassello chiave della salute globale e della longevità umana.
L'importanza di conoscere il proprio ciclo mestruale
In qualità di Senior Scientific Research Associate per la startup di salute femminile Hertility, Ali sostiene con determinazione l'uso di strumenti digitali moderni, come le app di tracciamento del ciclo, per aiutare le persone a monitorare i propri parametri biologici.
Gli ambienti di lavoro in cui tutti noi ci muoviamo sono stati storicamente modellati sul ciclo ormonale maschile (basato sulle 24 ore), ignorando del tutto le fluttuazioni naturali del ciclo femminile. Le app offrono una soluzione pratica per registrare i sintomi, assecondare le diverse fasi ormonali, e forniscono dati precisi per presentarsi dal medico con maggior consapevolezza.

Monitorare il proprio ciclo serve anche a smantellare falsi miti duri a morire. A scuola insegnano che un ciclo standard dura 28 giorni, ma un imponente studio condotto su oltre 600mila cicli ha rivelato che solo il 13% delle donne rientra perfettamente in questa statistica. Sapere che una durata compresa tra 21 e 35 giorni è del tutto normale aiuta a non allarmarsi inutilmente, ma anche a riconoscere le anomalie reali – che potrebbero nascondere condizioni come la sindrome dell'ovaio policistico – per chiedere aiuto tempestivamente.
Un appello alla politica
Se Zoya Ali avesse una bacchetta magica per cambiare la gestione della salute riproduttiva nel mondo, il suo obiettivo non sarebbero le cliniche private o i finanziamenti pubblici per la fecondazione in vitro, ma i programmi nelle scuole. Di fronte al calo delle nascite e all'aumento globale dell'infertilità i governi dovrebbero introdurre con urgenza un'educazione alla fertilità seria e strutturata già alle superiori, se non addirittura alle medie. «Le linee guida teoriche ci sono, ma nessuno le segue perché manca la cultura di base per comprendere quanto tutto questo sia cruciale per il nostro futuro», conclude Ali.
Vuoi scoprire come tutelare le tue scelte future e affrontare la salute riproduttiva senza tabù? Ascolta l'episodio completo con Zoya Ali sul podcast di The Why Wait Agenda.




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