Ogni esperienza conta, una ricerca raccoglie le esperienze di chi ha fatto percorsi di pma continuando a lavorare
- Fertility Europe

- 10 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 23 lug
Vivete in Europa, lavorate, e state affrontando – o avete affrontato – una diagnosi di infertilità o un percorso di procreazione assistita? È in corso un'indagine europea cui potete dare il vostro contributo.
Infertilità e lavoro raramente vengono raccontati insieme. Eppure la realtà di milioni di persone in tutta Europa è fatta di iniezioni di ormoni, appuntamenti dell'ultimo minuto dal ginecologo, e del peso emotivo della speranza mischiata all'incertezza – tutto questo mentre si cerca di non mancare al lavoro, essere performanti, e non lasciar trapelare nulla.
Fertility Europe, rete paneuropea di organizzazioni di pazienti presente in 29 paesi, ha lanciato Infertility in the Workplace: la prima indagine su larga scala, a livello europeo, dedicata al rapporto tra diagnosi o trattamento dell'infertilità e ambiente di lavoro. L'indagine è disponibile in 20 lingue e raccoglierà le esperienze di lavoratori e lavoratrici in tutto il continente. La vostra potrebbe essere una di queste.
Chi può partecipare?
Chiunque. L'indagine è aperta a donne e uomini che lavorano, o lavoravano, mentre affrontavano un percorso di infertilità, procreazione medicalmente assistita o preservazione della fertilità. Spesso si dimentica che la fertilità riguarda anche gli uomini: che hanno bisogno di trattamenti in prima persona o accompagnano la propria partner agli appuntamenti, che vivono l'ansia dell'attesa, che hanno dovuto riorganizzare i propri orari o prendere permessi non giustificati. Uomini, anche la vostra esperienza conta.
Cosa vogliamo sapere
L'indagine si concentra su cosa succede in concreto al lavoro durante un trattamento di fertilità – non solo le policy formali, ma la realtà quotidiana della "vita vissuta".
Vogliamo sapere come avete gestito il vostro tempo: avete usato ferie o permessi non retribuiti per gli appuntamenti presso il centro di pma? Avete dovuto produrre certificati medici per giustificare le assenze? Avete concordato orari flessibili con i vostri datori di lavoro, anche in modo informale? In ufficio avete mai avuto bisogno di uno spazio privato per fare un'iniezione, o di una stanza tranquilla per una telefonata riservata con il centro di procreazione assistita?
Ci interessa tutto ciò che avete sperimentato, comprese le cose non specificamente legate al trattamento di fertilità, ma che comunque hanno aiutato: lavoro da remoto, giorni di malattia, orari flessibili, o semplicemente manager che hanno scelto di non fare troppe domande. Ci interessano anche le volte in cui le soluzioni non ci sono state: quando avete dovuto gestire tutto da solə, quando vi siete sentitə invisibilə, quando avete avuto paura di dire la verità al lavoro.
E vogliamo sapere come vi siete sentitə. Il peso emotivo, la paura del giudizio, la sensazione di portare ogni giorno al lavoro un peso invisibile – tutto questo fa parte dell'esperienza e merita di essere ascoltato.
Perché partecipare è importante
I risultati della nostra indagine saranno messi a disposizione di associazioni di pazienti e organizzazioni per la parità di genere in tutta Europa, che potranno usarli per aprire confronti concreti con le parti datoriali, i sindacati, le istituzioni nazionali e i decisori politici su cosa significhi davvero sostenere i dipendenti durante un percorso di procreazione assistita.
Ma l'impatto va oltre. Le vostre risposte diventeranno parte di un rapporto europeo che raccoglierà le voci di migliaia di lavoratori e lavoratrici in tutto il continente. Questo rapporto arriva in un momento legislativo cruciale: la Commissione europea sta preparando il Quality Jobs Act, atteso entro la fine del 2026, che aggiornerà le regole europee su condizioni di lavoro e diritti dei lavoratori. I risultati di Fertility@Work 2026 saranno presentati direttamente alle istituzioni europee per garantire che i trattamenti per l'infertilità non vengano esclusi da quella legislazione – e che i datori di lavoro in tutta Europa capiscano cosa ci si aspetta da loro, e siano supportati nel sostenere i propri dipendenti.
La vostra storia, anonima e protetta, diventerà parte di un corpo collettivo di informazioni, per cambiare davvero le regole.
Partecipate alla ricerca
Il questionario è anonimo, per compilarlo si impiegano circa 10-15 minuti, e può essere completato da telefono o computer.
Partecipate all'indagine Infertility in the Workplace 2026 in italiano – oltre che inglese, tedesco, greco, islandese, macedone, portoghese, rumeno, russo, svedese e turco)
(qui invece per bulgaro, ceco, spagnolo, finlandese, francese, ebraico, croato, olandese, polacco o serbo)
Vi chiediamo di ondividere questa indagine con chiunque conosciate – colleghi, amici, familiari – che possa avere una storia da raccontare. Più voci arriveranno da tutta Europa, più forte sarà il messaggio che arriverà a Bruxelles.
Fertility Europe è la rete paneuropea di 35 organizzazioni di pazienti infertili, presente in 29 paesi. Il progetto Fertility@Work è sostenuto da partner istituzionali e organizzazioni della società civile in tutta Europa.





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